Passare da una casa all’altra può essere destabilizzante soprattutto se prima la condividevi con un amico, ma avevi tutti i tuoi beni e le tue passioni incastrate sui 2 livelli di una stanza di 12 metri quadri con tanto di letto a soppalco, ed ora sono sparpagliati (nel senso letterale del termine) in una casa di oltre 100 metri quadri dove vivi desolatamente solo. Ed è proprio la stanza da letto, che prima costituiva il mio regno, a rappresentare la maggior differenza: dormire in un’ambiente con quattro pareti vuote, seppur di un bell’arancione-pesca, mi genera uno strano quanto indefinibile senso di vuoto e smarrimento; la prima notte poi, dormendo con un finestra senza tendine e soprattutto la porta aperta che da sul resto della casa, avvertivo su di me tutto il peso e la profondità di quei 100 metri quadri e passa e delle tantissime cose da fare al suo interno. Ieri notte invece la porta chiusa ha sortito l’effetto sperato lasciandomi sprofondare in un sonno senza pensieri.
Ed ora che si torna pian piano alla normalità ho deciso di cominciare a leggere un nuovo libro, ma ieri sera volevo qualcosa di leggero come una piuma e Paso doble, il proseguio del divertente Tutti giù per terra di Giuseppe Culicchia mi sembrava fosse quello giusto.








Sto aggiornando praticamente nulla in questi giorni, ma sono in pieno trasloco: dopo 2 anni di felice convivenza con un amico di vecchia data nel giro di una settimana andrò a vivere da solo, in periferia, ma a casa mia (leggi: non pagherò il fitto). Poco cinema, poca musica, pochi libri ed una stanza che si è ridotta all'essenziale. Capita poi di rivedere per la terza volta
Idee nuove ad Hollywood mancano da tempo, ed infatti ora la tendenza è quella di scovare registi e copioni in giro per il mondo per produrre film già girati in precedenza, ma con attori americani.