martedì, novembre 30, 2004

Questo weekend ho avuto anche la fortuna di vedere La Città Incantata (solita orrida traduzione di Sen to Chihiro no Kamikakushi, il viaggio spirituale di Sen e Chihiro) del maestro Hayao Miyazaki. Non so perchè non andai a vedere questo film al cinema quando vinse l'Orso d'oro a Berlino nel 2002, sta di fatto che mi son anche perso Il castello errante di Howl, quello che viene indicato come la sua continuazione.

Innanzitutto dico: questo film è un capolavoro assoluto, il più bel film di animazione che abbia mai visto e nè le cose che proverò a scrivere nè i 5 quadratini che metterò potranno mai rendere l'idea della bellezza e dell'emozioni che questa pellicola sucita.

La storia, che all'inizio ricorda Alice nel paese delle meraviglie, narra di una famiglia in procinto di trasferirsi in un nuovo appartamento insieme alla sua figlioletta Chihiro, bambina chiusa e capricciosa, ma che a causa di un errore si ritrova nei pressi di un casolare abbandonato che si rivelerà poi l'ingresso di un centro termale per spiriti.

Tutto il film è pieno di riferimenti ai temi preferiti di Miyiazaki, alla cultura shintoista e quella giapponese più in generale: la natura è umiliata e maltrattata dall'uomo (come nel caso dello spirito del fiume nauseabondo e puzzolente perchè rigonfio di ogni tipo di rifiuti urbani), il nome di una persona inteso come identità delle stesse classificate dal loro mestiere (Chihiro ribattezzata dalla strega Yubaba che "ruba" al suo nome un 2 kanji, facendolo diventare Sen, le affida un nuovo lavoro e, conseguenza, ne sancisce il possesso), i genitori di Chihiro trasformati in maiali per la loro ingordigia ed avidità, Kaonashi lo spirito vagabondo senza volto, lo spirito del ravanello, il drago, la perdità delle proprie radici e la crescita dell'individuo rappresentata qui come passaggio dall'adolescenza alla consapevolezza .

Tutti questi elementi donano profondità alla storia ambientata in un mondo popolato da una quantità incredibile di esseri indimenticabili ognuno dei quali disegnati a mano (alla faccia di chi giudica i disegni giapponesi freddi perchè fatti al computer) e solo in seguito ritoccati per la digitalizzazione.

La poesia e le immagini oniriche (la scena del treno che corre sull'oceano mi ha lasciato senza fiato) la fanno da padrone in questo film che va al di là del concetto di cartone animato che abbiamo in Italia e che risulta decisamente riduttivo in questo caso, ed un bambino avrebbe forse bisogno della compagnia di una persona più adulta e, sopratutto, delle sue spiegazioni. Anche la scelta del titolo però trae in inganno lo spettatore evidenziando il carattere fiabesco della storia a discapito dei temi più introspettivi e antropologici; il titolo originale er ainfatti Il viaggio spirituale di Chihiro-Sen, in Francia il titolo divenne Il viaggio di Chihiro, la versione anglofona Spirited Away, da noi invece si è pensato bene di cancellarne il significato ribattezzandolo La città incantata, ma si sa quanto sono fantasiosi e creativi i nostri distributori!

Grande merito va anche a Joe Hisaishi, compositore e pianista giapponese sempre presente nei film di Takeshi Kitano, che ha saputo comletare la magia di questa pellicola con una splendida colonna sonora.

Non mi resta che vedere Il castello errante di Howl e la Principessa Mononoke!

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domenica, novembre 28, 2004

Ho visto questo weekend L'uomo senza sonno il film di Brad Anderson con Christian Bale dimagrito per l'occasione di 30 chili arrivando a pesarne addirittura 45... Bale in questo film è strepitoso, ha sguardi da paura, un modo di parlare veramente inquietante ed ha modellato il suo corpo come un funambolo della body-art.

Purtroppo come mi sta accadendo sempre più spesso di recente vedere un film con una sceneggiatura originali sta diventando una chimera: ci sono fin troppe idee scopiazzate da tanti film visti in passato come Memento (5/5) e Fight Club (5/5) riproposte in maniera differente. E poi non se ne può più di vedere tutti questi film con la narrazione temporale sfasata! A parte questo comunque rimane un film carino che si fa vedere con piacere...

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venerdì, novembre 26, 2004

What's up tiger Lily? (inspiegabilmente tradotto dai soliti poeti della distribuzione Che fai, rubi?) è il primo film firmato Woody Allen datato 1966 nel quale opera quasi esclusivamente come regista. La comicità è ancora acerba e si intravedono solo indizi della comicità del primo Allen, ma la particolarità di quest'opera prima è che WA comprò questo film (dal titolo originale Kokusai himitsu keisatsu: Kagi no kagi) e gli cambiò tutti i dialoghi generando una trama quantomeno originale in cui diverse bande criminali si contendono la prelibata ricetta di un'insalata d'uova che garantirebbe il dominio del mondo!

Assolutamente geniale il finale nel quale WA, stravaccato su un divano, mangia una mela e si gode una giapponese dalle classiche curve mozzafiato che si spoglia accanto ai presunti titoli di coda che in realtà invece consigliano lo spettatore di recarsi da un buon medico se invece di godersi lo strip dell'attrice tenta di leggerli!

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lunedì, novembre 22, 2004

Si, lo so. Se vai a vedere la seconda parte di un film uscito dopo quasi 30 anni dall'originale sul quale l'unica buona recensione l'ha scritta un ragazzino di 16 anni su Filmup, non ti puoi aspettare un capolavoro. Ma L'esorcista - la Genesi è veramente una cagata pazzesca, al di là delle previsioni più nere. Uno dei film più brutti che ho visto di recente, sicuramente il più brutto da quando tengo su questo blog, talmente brutto che non saprei nemmeno dire cosa non mi è piaciuto e che non merita nemmeno un 1kb di spazio del mio blog oltre questo post per incollarci la locandina.

Se avete voglia de paura, in attesa de L'uomo senza sonno, molto meglio la nuova pubblicità dell'HP (quella con la vocina "fammi uscire"): risparmierete soldi e 2 ore del vostro tempo.

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venerdì, novembre 19, 2004

Un'amica conosciuta sul gruppo italiano di discussione su Haruki Murakami mi ha inviato per posta il suo introvabile primo libro Sotto il segno della pecora, tutto fotocopiato... sono proprio contento, si può dire che ho un libro che la quasi totalità dei fan italiani dello scrittore giapponese sta cercando disperatamente! Pare che questo libro chiarisca alcuni aspetti oscuri di Dance Dance Dance del quale nè è una sorta di prequel.

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martedì, novembre 16, 2004
Quando la vita somiglia al cinema...
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martedì, novembre 16, 2004

17 ragioni per non tagliarvi i polsi. Di Michael Moore

Cari Amici,
Ok, è uno schifo. Veramente uno schifo. Ma prima di andare e incassare tutto, con le parole dei Monty Pithon, «guardare sempre al lato brillante della vita!». C’È qualche buona notizia che giunge dalle elezioni di martedì.
Ecco diciassette ragioni per non tagliarvi i polsi:

1. È contraria alle legge una ricandidatura di Bush alle presidenziali.
2. La vittoria di Bush è stata LA PIÙ RISICATA per un presidente in carica da quella di Woodrow Wilson nel 1916.
3. L’unica fascia d’età all’interno della quale la maggioranza ha votato per Kerry è stata quella dei giovani adulti (Kerry: 54%, Bush: 44%), provando ancora una volta che i tuoi genitori sbagliano sempre e non dovresti stare ad ascoltarli.
4. Nonostante la vittoria di Bush, la maggioranza degli Americani pensa ancora che la nazione sia condotta nella direzione sbagliata (56%), che non valeva la pena di combattere la guerra (51%) e non approva il lavoro che George W. Bush sta svolgendo. (Nota per gli stranieri: non cercate di capire tutto ciò. È una roba americana, come le Pop Tarts).
5. I Repubblicani non avranno una maggioranza a prova di bomba al Senato. Se i Democratici fanno il loro lavoro, Bush non potrà riempire la Corte Suprema con le sue ideologie di destra. Ho detto «se i Democratici faranno il loro lavoro?». Um, forse questa è meglio cancellarla.

6. Il Michigan ha votato per Kerry! Così come l’intero Nord-est, dove è nata la nostra democrazia. Così hanno fatto sei degli otto stati dei Grandi Laghi. E l’intera Costa occidentale! Più le Hawaii. Ok, è un punto di partenza. Abbiamo buona parte dell’acqua fresca, tutta Broadway e il Monte Sant’Helens. Possiamo disidratarli o seppellirli nella lava. E niente più musichette per gli spettacoli!
7. Ancora una volta ci è stato ricordato che la castagna d’India [frutto tipico dell’Ohio; n.d.t.] è una noce e non soltanto una vecchia noce; è una noce velenosa. Una grande nazione è stata abbattuta da una noce velenosa. Possa lo stato dell’Ohio pagarlo a caro prezzo quando sabato affronterà il Michigan.
8. L’88% del voto di Bush è giunto dagli elettori bianchi. Entro 50 anni l’America non avrà più una maggioranza bianca. Hey, 50 anni non sono poi così tanti! Se avete dieci anni e state leggendo, i vostri anni d’oro saranno veramente d’oro e sarete ben accuditi nella vecchiaia.
9. I gay, grazie alle leggi approvate martedì, non potranno sposarsi in undici nuovi stati. Grazie a Dio. Pensate a tutti i regali che non dovremo più comprare.
10. Cinque afroamericani in più sono stati eletti al Congresso, incluso il ritorno di Cynthia McKinney della Georgia. È sempre bene avere più neri lì a combattere per noi e a fare il lavoro che i nostri candidati non possono fare.
11. L’amministratore delegato della Corrs è [Peter Corrs, n.d.t.] stato battuto nella corsa per il Senato in Colorado. Beviamoci su!
12. Ammettiamolo: ci piacciono le gemelle Bush e non vogliamo che se ne vadano.
13. A livello di legislazione statale, i Democratici hanno guadagnato almeno tre camere nelle elezioni di martedì. Su 98 camere legislative, dopo le elezioni del 2004, i Democratici ne controllavano 44, i Repubblicani 53 e 1 camera era in parità. Dopo martedì, i Democratici controllano 47 camere, i Repubblicani 49, una camera è in parità e una (Montana) è ancora da assegnare.
14. Bush è adesso un presidente finito. Non avrà momenti migliori di quello che sta passando questa settimana. È tutta curva discendente per lui da ora in avanti e, cosa più importante, non avrà voglia di fare tutto il duro lavoro che ci si aspetta da lui. Sarà come tutti all’ultimo mese del corso di laurea…oramai è fatta, allora festa! Forse gestirà i prossimi quattro anni come un venerdì senza fine, passando anche un tempo maggiore al ranch o a Kennebunkport [località del Maine in cui si trova la casa al mare di George W. Bush; n.d.t.] Perché non dovrebbe? Ha già imposto il proprio punto di vista, vendicato suo padre e preso tutti noi a calci nel culo.
15. Bush potrebbe decidere di venire al lavoro e portare questo paese per una strada davvero buia; è anche probabile che si verifichi uno dei seguenti scenari: a) Adesso che non ha più bisogno di arruffianarsi i Cristiani conservatori ancora una volta per essere eletto, qualcuno potrebbe sussurrargli nell’orecchio che potrebbe impiegare questi ultimi quattro anni costruendo “una eredità” così che la storia possa dare su di lui un verdetto meno duro e perciò non presserà per una politica di destra troppo aggressiva; oppure b) Diventerà così presuntuoso e arrogante - e perciò incauto - da combinare un disastro di proporzioni così enormi che il suo stesso partito dovrà rimuoverlo dall’incarico.
16. Ci sono circa 300 milioni di americani, 200 milioni dei quali in età da voto. Abbiamo perso per soli tre milioni e mezzo! Questa non è una valanga; vuol dire che ci siamo quasi. Pensate a una sconfitta da 20 milioni. Se aveste 58 yard da percorrere prima di raggiungere la linea di meta e ne aveste già percorse 55, vi fermereste sulla linea delle tre yard, prendereste la palla e ve ne andreste a casa piangendo, specialmente quando la prossima azione inizierà sulla linea delle tre yard? Certo che no! Risollevatevi! Abbiate speranza! Altre analogie con lo sport arrivano tra pochi istanti!!!
17. Infine, e cosa più importante, oltre 55 milioni di americani hanno votato per il candidato soprannominato “Il Liberale n.1 al Senato”. È più del numero di elettori che hanno votato per Reagan, Bush I, Clinton o Gore. Inoltre, per Kerry ha votato più gente che per Reagan. Se i media sono in cerca di una tendenza, dovrebbe essere questa: che così tanti americani hanno deciso, per la prima volta dai tempi di Kennedy, di votare un liberale puro. Il paese è sempre stato pieno di evangelici, questa non è una novità. Ciò che invece È una novità è che così tanta gente abbia sostenuto un liberale del Massachusetts. In effetti, è una GRANDE novità. Sarebbe a dire non aspettatevi che i media di maggiore ascolto, quelli che vi hanno propinato la Guerra in Iraq, vi dicano mai la verità sul 2 novembre 2004. In effetti è meglio che non lo facciano. Ci servirà l’elemento sorpresa nel 2008.

Vi sentite meglio? Lo spero. Come mi ha scritto ieri il mio amico Mort: «Il mio nonno rumeno mi diceva sempre, “Ricordati, Mort, questo è un paese meraviglioso. Non avrebbe neppure bisogno di un presidente!”».
Però ha bisogno di noi. Riposatevi, vi scriverò ancora domani.

Vostro, Michael Moore



















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domenica, novembre 14, 2004

Sono troppo affezionato a Gabriele Salvatores: forse per questo mi son divertito guardando Amnesia in una serata in cui mi andava esattamente questo tipo di storia, perdonandogli tutte le scopiazzature ai danni de Le Iene, Pulp Fiction, Amores Perros, Ronin e chissà quanti altri che ora mi sfuggono e forse è anche per questo che inserisco la locandina del film nonostante sia quanto di più orrendo visto negli ultimi anni.

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venerdì, novembre 12, 2004

I Franz Ferdinand invece li ho scoperti tardi: me ne pento e me ne dolgo, visto che pur non essendo il rock il genere che mi è più congeniale l'album di questa nuova band scozzese è davvero esaltante e ricorda i vecchi Cure, gli Smiths ed i Joy Division ed è potente e melodico al tempo stesso. Che bella sorpresa!

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venerdì, novembre 12, 2004

Un mese fa Mtv Brand New passava la bellissima One Evening, il video di Feist dove lei si esibiva in un balletto con un tipo in giacca e cravatta. Ora è uscito Let it die, il nuovo album solare, raffinato ed orecchiabile di questa cantautrice canadese che alterna cover e composizioni originali miscelando pop, folk e jazz in un modo così omogeneo e naturale da farlo sembrare un unico genere omogeneo. Se non lo avete mai visto date uno sguardo a quel video sul suo suto ufficiale o quello di Mtv Italia.

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venerdì, novembre 12, 2004
Passando da qui si può entrare nella casa di Ju On...
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giovedì, novembre 11, 2004

La quadratura del cerchio: dopo Rete 4 e Italia 1 ora anche Canale 5 avrà il suo bel tg schierato e sottomesso: Enrico Mentana è stato "dimesso"! Al suo posto Carlo Rossella, direttore di Panorama ed accanito sostenitore di Bush alle scorse elezioni. Certo, il nano con i suoi canali può farci quello che vuole ma allora lasci libera la RAI di fare un'informazione indipendente visto che il Tg5 era l'unico notiziario che si poteva guardare...

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martedì, novembre 09, 2004

Bisogna aver fiducia negli uomini, quando non succederà più sarà un brutto giorno.

Difficile descrivere le emozioni quando si assiste a qualcosa di perfetto. Le conseguenze dell'amore è un film dove tutto gira in maniera perfetta: la sceneggiatura è originale e senza buchi, i dialoghi mai banali, la colonna sonora strepitosa dove finalmente la musica elettronica la fa da padrona (Boards, of Canada, Lali Puna etc.), un film dove non ci sono sbavature nè imprecisioni e, soprattutto, dove possiamo ammirare nuovamente lo strepitoso Toni Servillo, senza il quale questo fim non sarebbe stato lo stesso e che, dopo L'uomo in più (4/5) torna a lavorare con Paolo Sorrentino, regista napoletano classe 1970, alla sua seconda fatica della quale ne ha scritto il soggetto e curato la sceneggiatura.

L'interpretazione di Servillo, instancabile attore di teatro, è stupefacente: i suoi sguardi ed i suoi silenzi danno a questo film una profondità ed una quieta tensione che difficilmente sarebbe stata riprodotta con un altro interprete. Grazie alla sua gestualità ed alla sua enigmatica presenza lo spettatore viene tenuto sulla corda per buona metà della pellicola finchè si svela il suo terribile segreto. Ed è proprio il silenzio dopo aver scandito i ritmi della vicenda a far da padrone nel finale di questo film che, dopo una tappeto sonoro pressocchè costante, termina con il più assordante ed indimenticabile dei silenzi ad accompagnare i titoli di coda.

Mai sottovalutare le conseguenze dell'amore.

postato da: snorkrom alle ore 23:31 | Permalink | commenti (5)
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martedì, novembre 09, 2004

Ci sono gli eterosessuali e gli omosessuali. E ci sono gli asessuali: David Jay ha 22 anni ed è americano; nel 2001 dato vita ad Asexuality, un sito che tratta delle persone che non hanno mai provato attrazione sessuale, voglia di fare sesso con persone del proprio sesso o opposto.

Si tratta quindi non di persone che scelgono l'astinenza sessuale per motivi etici e/o religiosi o perché non hanno trovato o hanno perso il partner, ma di persone che non sentono il bisogno di praticare sesso (soli o in compagnia) e che,  seppur sposate con figli non sentono comunque questo desiderio che per molti è insopprimibile e impellente.

Come li definirebbero Tremaglia e Buttiglione?

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lunedì, novembre 08, 2004
Se ci pensate più di 40 milioni di persone non sono poi proprio poche: ecco come riconciliarsi con la parte sana degli Stati Uniti D'America!
postato da: snorkrom alle ore 16:26 | Permalink | commenti
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lunedì, novembre 08, 2004

Visto con il sottofondo delle solite risatine ed i soliti commenti dei soliti idioti, 2046 il nuovo film di Wong Kar Wai mi ha profondamente deluso: ho avuto l'impressione che si sia voluto prendere tutti gli elementi di In the mood for love e riproporli in un loop infinito. Il tema dell'amore sofferto e inespresso, quello della memoria e delle occasioni sfuggite sono stati già espressi ed in maniera di gran lunga superiore nei suoi film precedenti.

La narrazione su due piani poi mi è sembrata artificiosa e sfilacciata; i due mondi mi sembravano a se stanti senza un vero collegamento e Kar Wai sembra aver dedicato molto più tempo ed attenzioni al 1966 trascurando il 2046 che diventava una sequenza di splendide immagini ma nulla più.

La fotografia del solito Doyle però è come al solito di gran lunga al di sopra della media di qualsiasi film esca di questi tempi nelle sale (la cura dei dettagli è maniacale, i giochi di luce creano sempre inquadrature sorprendenti ed i caratteristici primi piani sono sempre decentrati), le attrici sembrano appartenere ad una razza aliena e la colonna sonora accompagna lo svolgimento del film in maniera sublime alternando, come già accadeva in In the mood for love, brani anni '60 a composizioni ed arie di musica classica.

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sabato, novembre 06, 2004

Spinto dalla curiosità dopo aver letto le recensioni più discordanti riguardo questo film sono finalmente andato a vedere The Village, l'ultima fatica di Shyamalan, del quale ho amato alla follia Il sesto senso.

Come già accadde con Unbreakable la sensazione che ho provato è stata di un pizzico di delusione viste le note capacità del regista indiano. Il film ha una trama non particolarmente originale, così come ancor meno originale è il colpo di scena finale. Non sono riuscito ad immedesimarmi nè affezionarmi ai personaggi, seppur ben interpretati, e nè alle loro vicende: cosa si sa di loro e cosa ci viene narrato delle loro vite e delle loro esperienze precedenti? Nulla. Sigourney Weaver in un ruolo così marginale è uno spreco e Joaquin Phoenix è imbambolato.

Ciò che di buono cmq è presente in questa fiaba sono la sorprendente Bryce Howard (mai vista prima) che mi ha realmente impressionato, molte scene di grande eleganza ed impatto visivo (le apparizioni degli Innominabili, l'accoltellamento), la tensione che si fa sentire, anche se solo a tratti, sopratutto nel secondo tempo e il simbolismo di un villaggio chiuso al mondo esterno che ricorda molto il popolo americano isolato ed assediato più dalle loro stesse regole rigide e dalle frottole che gli raccontano i loro anziani/presidenti che da reali quanto improbabili mostri/terrosisti.

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giovedì, novembre 04, 2004

NOVEMBRENERO

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mercoledì, novembre 03, 2004

Ma come si fa ad essere così coglioni? Fossi il direttore de Il Manifesto dopo questa copertina non avrei più il coraggio di farmi vedere in redazione... molto meglio quella scelta da Macchianera.

postato da: snorkrom alle ore 18:53 | Permalink | commenti (2)
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